L'importanza del gruppo nell'adolescenza

IPOTESI: Quanto è importante il gruppo nell’adolescenza?

PERCHE' E’ STATO SCELTO QUESTO TEMA

L’argomento è stato scelto perché, ci sentiamo coinvolte in prima persona essendo noi delle adolescenti. Pensiamo che un adolescente si senta bene con se stesso, quando è con il suo gruppo che di solito è molto ben definito. Ci sembra inoltre, che per gli adolescenti sia molto importante essere accettati socialmente e quindi sia forte il bisogno di sentirsi parte del gruppo.

METODO DI RICERCA USATO: questionario

CAMPIONE: 72 persone

Abbiamo diviso il campione in 3 fasce d’età: 11-13, 14-16, 17-19. Per ogni fascia d’età abbiamo intervistato 24 persone, 12 maschi e 12 femmine di cui 4 per ogni età. Il campione era formato da studenti delle scuole secondarie di primo grado “Leonardo da Vinci” di Bologna e “Vincenzo Neri” di Pianoro Nuovo; una consistente parte del campione è stata presa dalla scuola di danza “Il Laboratorio” di Bologna; altri fanno parte di un gruppo scout; infine abbiamo somministrato il questionario a studenti del nostro istituto e ad amici, tra i quali, persone di altre città.

INTRODUZIONE GENERALE

Far parte di un “gruppo” è uno degli aspetti più importanti della vita di un adolescente. In questo modo il ragazzo impara ad affrontare il mondo e diventa a poco a poco sempre più indipendente. Con il gruppo trascorre il tempo libero, condivide interessi, si confronta. Nascono in questo modo i gruppi informali che si differenziano da quelli formali (quali la classe o la squadra sportiva) per non essere gestiti da adulti e non avere particolari finalità. Aumenta il tempo trascorso fuori casa, con gli amici con cui s’intrattiene una relazione intensa e continuativa, fondata sulla condivisione di esperienze e valori e da cui ci si sente sostenuti emotivamente Questi gruppi possono avere un’influenza molto positiva sulla vita di un adolescente, ma potrebbero anche influenzarlo in un modo non proprio piacevole: protetti dal gruppo ci si sente forti e si possono commettere azioni sconsiderate, dettate da sensazioni di onnipotenza, o si possono assumere comportamenti contrari ai propri principi per la paura di contraddire il gruppo e rimanere soli.  Spesso gli adolescenti fanno fatica ad essere accettati e ad adeguarsi al gruppo: questo può creare difficoltà. Ogni gruppo definisce i ruoli e le regole interne, chi tiene ad esserne membro non può sottrarsi alle norme che lo caratterizzano. Le regole possono riguardare il gergo da utilizzare, il modo di vestire, modalità di condotta che differenziano chi è dentro da chi è escluso. Il contenuto delle regole, gli obiettivi quotidiani e la struttura gerarchica sono influenzati dall’ambiente sociale d’appartenenza dei membri. Ad esempio, il ruolo delle ragazze in gruppi ad alta estrazione sociale è propositivo e critico, al pari dei compagni di sesso maschile, mentre in gruppi di bassa estrazione sociale le femmine appaiono più passive. Le regole del gruppo non sono fissate in modo definitivo, ma possono variare con il subentrare di nuovi membri. Non tutte le norme sociali sono rispettate, i comportamenti considerati appropriati sono definiti in base al contesto e ai valori di riferimento dei membri: ad esempio, per alcuni gruppi, la regola è il mancato rispetto di alcune norme sociali e una condotta socialmente trasgressiva è considerata normale, un membro che non assuma tale comportamento è visto malevolmente.
L'identità personale nell'adolescenza è ancora largamente dipendente dalle norme e dal giudizio rimandato dalle figure vissute come significative: solo un'identità completamente formata permetterà di giudicarsi in modo indipendente dagli altri.

 

 

COSA PUO’ FARE IL GRUPPO PER UN ADOLESCENTE

L'aggregazione "spontanea" o "informale" o "naturale" prevede una coesione di gruppo fondata su una rilevante intensità relazionale e comunicativa fra i vari membri e sulla condivisione dello spazio e del tempo, fuori da schemi precostituiti. Si valuta che in Italia circa il 70% degli adolescenti fra i 15 e i 17 anni partecipi alla vita di un gruppo di coetanei costituitosi in modo naturale, attivato al di fuori di contesti istituzionali d’incontro e svincolato da relazioni organiche con persone adulte. L'ambiente di tutti diviene un po' il loro ambiente informale che gradualmente costituisce appartenenza, identità, significato nelle rappresentazioni della società adulta, nella costruzione della progettualità, nelle "storie" che si creano in un fitto schema relazionale che gradualmente costruisce propri codici espressivi (il verbale e il gestuale).

Il gruppo lavora, in autonomia (libertà) dagli adulti, su diversi versanti:
- quello del senso di appartenenza qui hanno rilevanza le scelte anche sul look, sul linguaggio (qualità e quantità in rapporto ai vari interlocutori), sul sesso dei partecipanti, sul tipo di azione/non azione prevalente, sulla apertura/chiusura ad altri membri, sui riti iniziatici di accettazione-ingresso-permanenza, sui giochi di leadership, sui valori guida e identità, sui livelli d’aggregazione tra i membri;

- quello della partecipazione dove si possono esprimere Ideazione (creatività, capacità di produrre pensiero, capacita di mantenere vivo l'interesse), Cooperazione (capacità comunicativa, capacità di mettersi in gioco, disponibilità a condividere), Realizzazione (senso di responsabilità, capacità gestionale, operatività, intraprendenza);
- quello degli apprendimenti dove matura una graduale consapevolezza dei propri bisogni, spesso il riconoscere i tratti di ipocrisia della società degli adulti, la consapevolezza delle capacità singole e di gruppo e quindi della capacità di progettazione, la cognizione del sè individuale e di gruppo;
- quello del cambiamento dove si acquisiscono capacità di affrontare i problemi, capacità di definire gli spazi (fisici e mentali), capacità di collaborazione (dagli atti egoistici agli atti cooperativi), capacità realizzativa (dalle idee alla concretizzazione).

 

 

LO SVILUPPO DEI GRUPPI INFORMALI NELLE DIVERSE ETA’

I gruppi informali sono in genere composti da un numero ristretto di persone, in genere non più di venti. Si formano in modo spontaneo e la coesione tra i membri è data dall’intensità della comunicazione e della relazione.                                                                                                                                                       

Verso gli 11 anni probabilmente il gruppo sarà composto o da soli ragazzi o da sole ragazze e sarà naturale l’instaurarsi di relazioni privilegiate, con l’amico o l’amica del cuore. Questo avviene perché c’è una maggior predisposizione a parlare con coetanei dello stesso sesso e inoltre si parla di una fase di definizione della propria identità sessuale. Una composizione eterogenea renderebbe più difficile ed ansioso questo passaggio. Inoltre non sono insoliti preconcetti, costruzioni mentali difensive, nei confronti degli individui dell’altro sesso, che saranno sentiti come pericolosi ed in grado di mettere in dubbio le caratteristiche del gruppo di appartenenza. Così tali gruppi porteranno avanti una “guerriglia” tra i sessi con lo scopo di dimostrare la loro superiorità.                                                                                                                                                               A differenza delle “compagnie dell’età di latenza” che si compattano sulla base delle somiglianze tra i membri, sul conformismo e sulla tendenza a “compiacere” gli altri, i gruppi adolescenziali sono tenuti insieme più che dalle affinità, dall’eterogeneità dei membri. La costituzione di gruppi informali riguarda adolescenti appartenenti a tutte le classi sociali, tuttavia all’interno del gruppo c’è eterogeneità per provenienza, condizione scolastica o lavorativa, look, linguaggio, stile di comportamento: sono gruppi che devono permettere, infatti, una molteplicità di identificazioni. Ogni membro del gruppo è vissuto come una parte di sé e l’intero gruppo come il contenitore delle ansie scatenate dalla definizione di se stessi. Le relazioni tra i membri sono per lo più guidate da caratteristiche di personalità che da ruoli. Essi sono frequentati sia da maschi che da femmine, con una maggiore visibilità dei primi per il semplice fatto che le ragazze, in genere, hanno maggiori restrizioni per le loro uscite; I gruppi informali in genere nascono da un allargamento di un gruppo amicale originario col finire della scuola media. In questo periodo di transizione si provano modalità alternative di aggregazione, che inizialmente non sono dei veri e propri gruppi informali perché mancano di alcune caratteristiche, quali la regolarità di frequentazione e la continuità nel tempo.

Progressivamente, il gruppo dei pari diventa un laboratorio di relazioni sociali, che permette di sperimentare nuovi modi di rapportarsi con gli altri e di entrare in contatto con l’ambiente. La partecipazione ad un gruppo informale può inizialmente provocare tensioni in famiglia, ma in seguito si trova un adeguato equilibrio. In questo momento storico, la famiglia e il gruppo sono considerati fonti di sostegno complementari per l’inserimento del giovane nel mondo adulto. La famiglia si occupa di guidare il ragazzo nelle scelte che influenzeranno il futuro, quali la scuola, il lavoro o le relazioni sentimentali “serie”. Il gruppo sostiene il ragazzo per i problemi relazionali momentanei (con altri coetanei, con gli insegnanti) e nelle scelte quotidiane.

 

 

 

Questionario bianco (non compilato)

 

Età:

Sesso:    M    F

 

  1. Ci sono diversi tipi di gruppi di cui si può far parte contemporaneamente. Indica con una crocetta tutti i gruppi a cui senti di appartenere:

 

a)      Gruppo sportivo

b)      Gruppo politico

c)      Gruppo di volontariato

d)      Gruppo musicale

e)      Gruppo religioso (oratorio, scout ecc.)

f)        Gruppo classe

g)      Gruppo spontaneo di amici

 

  1. Se hai indicato più di un gruppo, qual è per te il più importante, quello in cui ti ritrovi di più?

___________________________

 

  1. Da quanto tempo frequenti questo gruppo?

 

a)      Da poche settimane

b)      Da meno di un anno

c)      Da più di un anno

d)      Da diversi anni

e)      Da quando sei piccolo

 

  1. Con che frequenza vi vedete?

 

a)      Tutti i giorni

b)      Più volte alla settimana

c)      Una volta alla settimana

d)      Altro

 

  1. Seguite una moda comune?

 

a)      Si

b)      No

c)      Non so

 

  1. Senti di cambiare atteggiamento o modo di essere quando sei nel gruppo?

 

a)      Si

b)      No

c)      Non so

 

  1. I tuoi familiari approvano il tuo gruppo?

 

a)      Si

b)      No

c)      Non so

d)      Sono indifferenti

  1. Esprimi sempre la tua opinione quando sei nel gruppo?

 

a)      Si

b)      No

c)      Non so

 

  1. Accetti persone nuove nel gruppo?

 

a)      Si

b)      No

c)      Dipende

 

  1. Quanto è importante per te stare nel gruppo?

 

a)      Per niente

b)      Poco

c)      Abbastanza

d)      Molto

 

 

 

 

Elaborazione Grafica

 

Domanda 1

 

 

 

 

 

 

Domanda 2

 

 

 

 

 

 

Domanda 3

 

 

 

 

 

Domanda 4

 

 

 

 

 

 Domanda 5

 

 

 

 

 

Domanda 6

 

 

 

 

 

Domanda 7

 

 

 

 

 

Domanda 8

 

 

 

 

 

 

Domanda 9

 

 

 

 

 

 

Domanda 10

 

 

 

 

RIELABORAZIONE DATI

L’adolescenza è caratterizzata da un bisogno di rapportarsi e confrontarsi con il gruppo dei pari. In questa fase si ha bisogno di affrontare nuovi spazi e nuovi ambienti del mondo che ci circonda, per farlo si scelgono amici con i quali si hanno interessi in comune poiché si cerca di capire le strategie che gli altri usano per affrontare problemi simili ai propri. Queste nuove aggregazioni, tendenzialmente, sono quelle che rimangono anche per tutto il resto dell’adolescenza.

 

Dopo aver analizzato i grafici di ogni domanda abbiamo tratto queste conclusioni:

 

1.   A quali gruppi senti di appartenere?

Abbiamo riscontrato che, in assoluto, in tutte le fasce d’età, il gruppo più scelto è quello spontaneo di amici seguito dal gruppo classe e dal gruppo sportivo. Ci sono invece meno ragazzi che si sentono parte di gruppi come quello musicale, politico, religioso o di volontariato. Nel gruppo sportivo, nascono dei rapporti interpersonali in quanto il tempo trascorso insieme è molto elevato e anche perché si condividono obbiettivi comuni. Con l’avvicinarsi all’età adulta aumenta l’adesione a gruppi politici e di volontariato, perché, in questa fase, aumenta l’interesse verso i problemi sociali, politici e morali.

Femmine

Nella fascia 11-13  anni, la maggior parte delle ragazze si sente di appartenere al gruppo classe, seguito da quelli sportivo e spontaneo in ugual misura. Poche persone aderiscono al gruppo religioso e a quello musicale. Nessuno partecipa a gruppi politici e solo una persona a quello di volontariato.

Nella fascia 14-16 anni, i gruppi in cui si ha maggiore adesione sono quello spontaneo e il gruppo classe. Il gruppo sportivo è comunque fra i più scelti, ma ha meno partecipanti rispetto alla fascia precedente. Pochi fanno parte del gruppo religioso e di quello musicale e nessuno dei gruppi di volontariato e politici.

Nella fascia 17-19 anni, il gruppo più scelto in assoluto, è quello spontaneo, seguito ancora da quello sportivo e dal gruppo classe. In questa fascia ci sono lievi aumenti per il gruppo politico e di volontariato e l’annullamento di quello musicale e di quello religioso.

Maschi

Nella fascia 11-13 anni, il gruppo con più adesioni è quello spontaneo seguito da quello sportivo. Il gruppo classe e quello musicale hanno una partecipazione quasi uguale e non c’è una differenza netta come, invece, c’era nelle femmine. Il gruppo religioso ha una sola adesione, mentre quelli politico e di volontariato non ne hanno nessuna.

Nella fascia 14-16 anni, il gruppo più scelto resta quello spontaneo, seguito da quello sportivo e dal gruppo classe. Aumenta la partecipazione al gruppo religioso rispetto alla fascia precedente e non ne ha nessuna quella musicale insieme a quello di volontariato. Una persona fa parte di un gruppo politico.

Nella fascia 17-19 anni, il gruppo più selezionato è ancora quello spontaneo, sempre seguito dal gruppo sportivo e dal gruppo classe. I gruppi restanti hanno poche adesioni, con differenze, tra di loro, poco significative.

 

2.   Qual è per te il gruppo più importante?

In generale numeri più significativi di adesione al gruppo spontaneo sono nella fascia 17-19 poiché con l’aumento dell’età cresce anche l’interesse per gli amici.

Femmine

In tutte le fasce, il gruppo più importante è quello spontaneo, soprattutto nella fascia 17-19 anni, seguito dal gruppo sportivo che ha più rilievo nelle prime due fasce. Pochi prediligono il gruppo classe e quello religioso, ma solo nella fascia 14-16 anni. I restanti gruppi non sono stati scelti in nessuna fascia.

Maschi

Il gruppo che ha più importanza è ancora quello spontaneo.

Nella fascia 11-13 anni, il secondo gruppo scelto è quello di classe, seguito da quello sportivo. Il gruppo religioso e quello musicale hanno una sola preferenza, mentre gli altri due non ne hanno nessuna.

Nella fascia 14-16 anni e in quella 17-19 anni, l’importanza del gruppo spontaneo è più accentuata; nella prima gli altri due gruppi scelti sono quello sportivo e quello religioso anche se con poche preferenze, nella seconda sono i gruppi sportivo, volontariato e classe.

 

3.   Da quanto tempo frequenti questo gruppo?

In tutte le fasce nessuno ha affermato di frequentare il gruppo da poche settimane. Questo risultato era prevedibile per entrambi i sessi, poiché è improbabile che qualcuno consideri importante un gruppo che frequenta da poco tempo, lo dimostra il fatto che una sola persona lo ritenga significativo.

Femmine

Nella fascia 11-13 anni, la maggior parte delle ragazze frequenta il proprio gruppo da diversi anni. Poche hanno risposto che lo frequentano da quando sono piccole, e solo una da meno di un anno.

Nella fascia 14-16 anni e in quella 17-19 anni, la risposta maggiore è stata “Da quando sei piccolo”, seguita dalla risposta “Da diversi anni” e da quella “Da più di un anno”. Nella prima fascia una sola persona ha affermato di frequentare il proprio gruppo da poche settimane, mentre nella seconda fascia una sola ha detto “Da meno di un anno”.

Maschi

Nella fascia 11-13 anni, la maggior parte dei ragazzi dice di frequentare il proprio gruppo da diversi anni, alcuni hanno affermato di frequentarlo da quando sono piccoli e solo due da più di un anno.

Nella fascia 14-16 anni, la risposta maggiore è stata “Da quando sei piccolo” seguita da quella “Da diversi anni”. Due persone hanno affermato di fare parte del proprio gruppo da più di un anno e una sola da meno di un anno.

Nella fascia 17-19 anni, quasi tutti hanno risposto “Da diversi anni” e le altre risposte hanno due o una sola scelta.

 

4.   Con che frequenza vi vedete?

L’esigenza di stare con gli altri membri del gruppo è molto elevata, infatti, la maggior parte dei ragazzi si frequenta più volte la settimana, o anche tutti i giorni.

Solo nella fascia degli 11-13 anni, c’è qualcuno che si vede al massimo una volta alla settimana; questo comportamento può dipendere dal fatto che non si considera così importante stare soli con i propri amici e uscire di casa oppure che non si ha molta libertà, cioè si dipende molto dai genitori.

Femmine

La maggior parte delle ragazze frequenta il proprio gruppo più volte alla settimana, e solo poche 1 volta soltanto. Pochissime hanno risposto “Tutti i giorni”.

Maschi

Nella fascia 11-13 anni e in quella 14-16 anni, le risposte maggiori sono state “Più volte alla settimana” e “Una volta alla settimana”. Nella prima fascia, vi sono anche diversi ragazzi che hanno risposto che frequentano il proprio gruppo tutti i giorni.

Nella fascia 17-19 anni, la scelta della risposta “Più volte alla settimana” è maggiormente accentuata rispetto alle altre fasce. Le altre risposte hanno poca rilevanza.

 

5.   Seguite una moda comune?

Si sente molto parlare di moda durante l’adolescenza. Capita spesso che i gruppi si formino in base ad essa, poiché diventa molto importante avere un proprio stile e poterlo condividere con gli altri. La moda può formare dei gruppi e dividerli, in quanto una moda diversa può anche allontanare gli adolescenti, dato che essi si costruiscono pregiudizi inutili. E’ però difficile ammettere, per molte persone, di avere scelto un’amicizia o un gruppo in base al modo di vestire, poiché si può essere considerati superficiali. Esistono anche dei gruppi, come dimostra il nostro questionario, in cui la moda non incide col formarsi del gruppo. Per entrare a far parte del gruppo, l’adolescente tende prima a conformarsi con i suoi componenti; una volta però, che è entrato a far parte definitivamente del gruppo, si sente più libero di vestirsi come ritiene giusto.

Femmine

Nella fascia 11-13 anni e in quella 14-16 anni, le risposte sono state uguali: cinque persone hanno affermato di avere una moda comune, quattro hanno affermato il contrario e tre non lo sanno.

Nella fascia 17-19 anni, dieci persone hanno affermato di non avere una moda comune e solo due hanno detto di sì.

Maschi

Nella fascia 11-13 anni, la risposta maggiore è stata “No”, quattro persone non lo sanno e solo una ha detto di sì.

Nella fascia 14-16 anni e in quella 17-19 anni, c’è una netta superiorità delle risposte “No” e solo poche persone hanno risposto “Sì”.

 

6.   Senti di cambiare atteggiamento o modo di essere quando sei nel gruppo?

Spesso gli adolescenti, e le persone in generale, conformano i propri atteggiamenti alla maggioranza. Questo comportamento è assolutamente normale. La maggior parte delle persone afferma di non cambiare atteggiamento all’interno del gruppo. Questo potrebbe essere vero, ma è altrettanto probabile che alcuni lo facciano senza rendersene conto.

Femmine

In tutte e tre le fasce, le ragazze hanno affermato di non cambiare atteggiamento all’interno del gruppo. Tuttavia alcune rispondono affermativamente con una diminuzione con l’aumento dell’età.

Maschi

Nella fascia 11-13 anni e in quella 17-19 anni, le risposte sono uguali, cioè la risposta maggiore è stata “No”, due ragazzi hanno detto che non lo sanno e solo una ha detto di sì.

Nella fascia 14-16 anni, ci sono state cinque risposte sia per i “Sì” che per i “No”. E’ da notare l’aumento significativo dei “Sì” in questa fascia, dovuto probabilmente al fatto che in questo periodo dell’adolescenza si ha maggiore bisogno di sentire l’appoggio del gruppo.

 

7.   I tuoi familiari approvano il tuo gruppo?

Secondo il nostro sondaggio, in entrambi i sessi, sono pochissimi i casi in cui i familiari disapprovano il gruppo che frequenta il proprio figlio o che sono indifferenti; questi ultimi aumentano leggermente quando i figli superano i 14 anni.

 

8.    Esprimi sempre la tua opinione quando sei nel gruppo?

Anche in questo caso, le differenze di risposte fra maschi e femmine sono poco significative. La maggior parte dei ragazzi afferma di esprimere la propria opinione liberamente. Sono rari i casi in cui l’adolescente ammette di non farlo. In un gruppo in cui è molto presente la figura del leader, non c’è qualcuno che decide quali siano le opinioni giuste o sbagliate: tutti sono liberi di dire la propria, anche perché il gruppo si è formato in base a idee comuni. Un’opinione, se considerata sbagliata, non è soppressa o eliminata, ma discussa. Il ragazzo, all’inizio, è più restio ad esprimere il proprio parere per paura di non essere accettato, ma una volta affermata la sua appartenenza al gruppo, è più propenso a dire la sua.

 

 

9.   Accetti persone nuove nel gruppo?

I gruppi spesso nascono da profonde amicizie, da adolescenti provenienti da i medesimi ambienti e che hanno condiviso molte esperienze; è quindi difficile per i componenti di un gruppo, accettare nuove persone al suo interno. Per accettare nuovi membri verificano, anche inconsciamente, che abbiano tutte le qualità per far parte del gruppo.

Femmine

Nella fascia 11-13 anni, la risposta “Dipende” ha il doppio di adesioni rispetto a quella “Sì”. Nessuna ha affermato di non accettare persone nuove.

Nella fascia 14-16 anni e in quella 17-19 anni, la risposta “Sì” e la risposta “Dipende” sono state scelte in numero molto simile. Solo una ragazza nella fascia 14-16 anni ha risposto “No”.

Maschi

Nella fascia 11-13 anni, la maggior parte dei ragazzi ha affermato di accettare persone nuove nel gruppo e questa risposta ha poca differenza numerica dalla risposta “Dipende”. Solo una persona ha detto di non accettare persone nuove.

Nella fascia 14-16 anni, è nettamente superiore la risposta “Sì” rispetto a “No” e “Dipende”.

Nella fascia 17-19 anni, a differenza delle altre due fasce, la risposta data maggiormente è stata “Dipende” con comunque poca differenza numerica rispetto alla risposta “Sì”.

 

10.   Quanto è importante per te stare nel gruppo?

Questa è la domanda su cui è basato il questionario. Nessuno ha detto che il gruppo ha poca importanza o che non ne ha.

Femmine

In tutte le fasce, la maggiore risposta in assoluto è stata che il gruppo è molto importante e poche hanno detto che lo è abbastanza.

Maschi

Nella fascia 11-13 anni, la maggior parte dei ragazzi considera abbastanza importante stare nel gruppo e meno hanno detto che lo è molto. Probabilmente è dato dal fatto che ancora non si sono instaurati rapporti profondi come, invece, avviene in seguito.

Nella fascia 14-16 anni e in quella 17-19 anni, le risposte sono state uguali: otto persone hanno affermato che stare nel gruppo è molto importante e quattro che lo è abbastanza.

 

 

CONCLUSIONI GENERALI

I risultati del nostro questionario coincidono quasi pienamente con i precedenti dati esaminati. È risultato che quasi tutti i ragazzi fanno parte di almeno un gruppo, e gli danno molta importanza. Con l’avanzare dell’età il gruppo diventa sempre più importante e perdono importanza quelle regole e quegli schemi precisi che ogni gruppo adotta, permettendone così anche un allargamento. Ci ha stupito il fatto che molti ragazzi considerino come più importante un gruppo formale, piuttosto che uno informale o spontaneo. Un’altra cosa che ci ha meravigliato è che pochi ragazzi (13 su 72) sentano di cambiare modo di essere all’interno del gruppo poiché ci sembra normale avere comportamenti diversi rispetto ad altre situazioni: a nostro parere può essere che alcuni non vogliano ammettere di cambiare, perché gli sembra una cosa sbagliata e non sanno che invece è un atteggiamento naturale.

L’ipotesi è stata verificata soprattutto con l’ultima domanda. Quelle precedenti servivano a far ragionare l'individuo sul gruppo così da rispondere con più coerenza all’ultima domanda, dato che, se avessimo posto direttamente l’ultimo quesito, il rischio sarebbe stato di avere maggiore superficialità nelle risposte.

Pensavamo, in effetti, che molti più ragazzi considerassero il gruppo molto importante, mentre diversi non hanno mostrato molta convinzione nell’affermare questo.  

Il nostro test ha confermato ciò che avevamo letto in altre ricerche; non abbiamo riscontrato cambiamenti significativi.

 

 

BIBLIOGRAFIA

-         www.psicologiapsicoterapia.it

-         www.psicopedagogika.it

-         www.psicodiagnosi.com

-         www.tesionline.it

-         www.bullismo.it

-         Augusto Polmonari, “Gli adolescenti”, Bologna, Il Mulino, 2001 

-         Giuseppina Speltini, “Stare in gruppo”, Bologna, Il Mulino, 2002

-         Andrea Binazzi e Francesco S. Tucci, “Scienze Sociali”, Firenze, Palombo Editore, 2001